Lotto:
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Lotto con cornice
Al retro etichette "A. Coceani. Villa settecentesca" e "Esposizione Nazionale dell’arte del paesaggio - Bologna".
Opera straordinaria di Coceani con una storia inedita, riportata dalla “ PANARIE “ n. 43 anno 8 del gennaio-febbraio 1931.
L’articolo prende spunto dalla Galleria d’Arte Micheli di Milano, in concomitanza con una esposizione di opere di pittori friulani ; galleria che fu fondata nel 1927 per promuovere mostre di artisti contemporanei (da Feltrinelli).
Lo scritto, pubblicato dalla rivista illustrata “ Emporium”, al tempo molto nota a Milano, mette in luce la pittura di un Coceani, ancor giovane con i suoi motivi melanconici, e riporta una recensione critica sull’opera, citando anche Il Corriere della Sera, come fonte di opinione, a firma del critico d’arte Vincenzo Bucci.
Bucci, attento osservatore dei fermenti figuratevi italiani, recensì Coceani “ elogiando la sua sensibilità introspettiva e la sua capacità di far dialogare la tradizione del realismo toscano con le atmosfere soffuse e lagunari del Triveneto “.
Del giovane artista friulano, Bucci apprezzo’ “ La pittura intimista, sincera e legata alla sensibilità del paesaggio e la resa dei pastelli “ definendolo “ un pittore di paesi, capace di catturare l’ora in cui l’aria imbruna”.
La produzione di Coceani presentata a Milano nel 1930 rifletteva gli esiti felici del suo percorso formativo tra la Toscana e Venezia, e in quel debutto milanese la selezione delle sue opere colpi’ la critica per la sua forte impronta lirica ed evocativa.
I lavori esposti a Milano, tra cui ovviamente “ Villa Settecentesca “ valsero a Coceani il definitivo apprezzamento della critica milanese, che ne sottolineò’ la “ fine sentimentalità e la capacità di restare fedele a una pittura poetica e sincera “.
“ Veduta Settecentesca“ fu esposta nella collettiva del 1930 dal titolo “ Pittori friulani a Milano “, nella quale spiccò il nome di Coceani, presente con diverse opere, tutte riportate con foto e didascalia.
“ Egli sussurra, scrive Bucci sul Corriere della Sera, le vaghe malinconie del suo spirito in accordi sommessi e in motivi paesistici d’una poesia nostalgica e grave “.
La Galleria Micheli, sempre nel 1930, su suggerimento di Hans Sendresen, gli dedicò poi una personale a Milano dove l’opera fu esposta, ancora una volta.
Grazie alle prestigiose esposizioni di Milano (una personale e una collettiva) e di Bologna, alle pubblicazioni riportate dalle riviste d’arte milanesi e alla recensione di Vincenzo Bucci, noto esperto d’arte e giornalista di fama del CORRIERE DELLA SERA,
Coceani si fece conoscere ed apprezzare dalla critica e dal pubblico nazionale ancor prima che da quelli legati alla sua Terra.
A dire il vero, Coceani è stato tra i pochi pittori friulani del Novecento ad avere l’onore di essere “ esaltato “ dal Corriere della Sera.
La straordinaria e avvincente storia di questo lavoro rappresenta un inedito assoluto, grazie alle continue ricerche del critico Paolo Pugnetti, esperto conoscitore della pittura di Antonio Coceani e autore dell’opera omnia.
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