Lotto:
143
Lotto con cornice
Opera proveniente dagli Stati Uniti riporta il numero di archivio TM115a e l’autentica è descritta e firmata da Raphael Zariski, erede testamentario di Mirko.
Sul piano estetico opera molto riuscita. La composizione è verticale, severa, quasi rituale : le figure bianche emergono su un fondo ocra-nero molto materico, con segni che ricordano, grafiti, idoli, geroglifici e forme arcaiche.
È un linguaggio molto coerente con la ricerca di Mirko degli anni Cinquanta, dove scultura, pittura e segno tendono spesso a contaminarsi. Il 1954 è una data interessante: siamo in una fase pienamente matura e questo lavoro ha una presenza e un’ambizione non indifferente, pertanto collocabile nella fascia alta delle sue opere, con una qualità grafico-materica di notevole spessore.
Sul piano storico, il 1954 è un anno particolarmente importante e Treccani ricorda che proprio in quell’anno Mirko ebbe una sala personale alla XXVII Biennale di Venezia.
Una fonte biografica dedicata a lui descrive, dopo i viaggi in Siria, in Grecia e in Giordania del 1952, l’affermarsi in Mirko di forme più ieratiche e di forte impatto totemico, e i “ Dignitari “ rappresentano una delle migliori espressioni di quel momento.
Il contesto del 1954 è ulteriormente significativo perché in quell’anno Mirko partecipo’ alla Biennale di Venezia e svolse diverse esposizioni, dove l’opera fu più volte esibita.
Le stesse fonti ricordano anche l’interesse internazionale crescente che lo porterà, nel 1955, al MoMA e alla Biennale di San Paolo in Brasile.
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