29/05/2026 11:00:00
ASTA N.77 - ARTE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
con molto piacere presentiamo la 77ª Asta d’Arte del Friuli Venezia Giulia, un appuntamento che si distingue per la qualità e la rarità delle opere proposte.
Le opere di punta :
- Luigi Zuccheri (1904–1974) — Il grande ritorno internazionale (Lotti 17, 18, 27, 61, 62, 64)
Nessun nome cataloga quest’asta con maggiore forza di quello di Luigi Zuccheri. In pochi anni il pittore di Cividale del Friuli ha conquistato le vetrine dell’arte internazionale: presente alla Fondation Vincent Van Gogh di Arles nelle edizioni 2023 e 2024, alle gallerie Karma di Los Angeles e New York, alla Standard Oslo Gallery e alla Sylvia Kouvali Gallery di Atene e Londra, le sue opere sono approdate a Frieze Los Angeles e ad Art Basel. La domanda cresce in tutto il mondo — dagli Stati Uniti alla Norvegia, dalla Svizzera all’Europa centrale — e i prezzi ne seguono la traiettoria.
In asta sono presenti sei lavori di assoluto rilievo. Il pezzo di maggior valore è la Tempera su tela “Viandante in paesaggio collinare con chiocciole e falco in volo” (Lotto 61, base € 2.700), opera certificata dal nipote dell’artista e timbrata con il timbro d’inventario 1980. Con la medesima provenienza e garanzie, la Tempera su tavola del “Cavaliere” (Lotto 64, base € 2.000) e la Tempera su tavola “Senza titolo” (Lotto 27, base € 2.000) completano un nucleo di rarissima compattezza. Chiude la serie la Tempera su cartone telato “Volpe e Airone in paesaggio nevoso” (Lotto 62, base € 2.200), tra le immagini più poetiche e riconoscibili del suo universo favolistico. Non mancano due opere su carta — il Pastello “Paesaggio con cavalletta, chiocciola e frate” (Lotto 17, base € 600) e la Tecnica mista “Cespuglio di more con figura e farfalle” (Lotto 18, base € 800) — a completare un’offerta difficilmente replicabile sul mercato.
- Giovanni Napoleone Pellis (1888–1962) — Il maestro delle nevi (Lotti 48, 58, 63)
La “Valbruna” (Lotto 58, base € 9.000) è l’opera di maggiore importanza dell’intera asta: un olio su tela di grande formato (cm 97×128,5), firmato in basso a destra e corredato di certificato di autenticità a cura di Sergio Colussa. Le nevi del Maestro non sono semplici paesaggi invernali: sono esplorazioni della luce — i bianchi si articolano in sfumature fredde e calde, animati da riflessi azzurrati e guizzi di luce dorata che rivelano un’osservazione diretta e viscerale. Un dipinto che la critica considera un capolavoro dell’arte friulana del Novecento, da acquisire con la certezza che opere di questa qualità e formato non compaiono spesso sul mercato.
Completano la presenza di Pellis il grande paesaggio “Povoletto verso Faedis” (Lotto 48, olio su tela cm 50×60, base € 2.000) — un campo di frumento steso con la caratteristica pennellata sciolta dell’artista — e la doppia tavola fronte-retro (Lotto 63, cm 79×48, base € 1.900), entrambe archiviate da Colussa.
- Giuseppe Zigaina (1924–2015) — La stagione dell’informale e della memoria (Lotti 77, 80, 87, 98, 99, 135)
Tre dipinti e tre opere su carta per il grande pittore di Cervignano, protagonista della Biennale di Venezia 1960 e punto di riferimento dell’arte friulana del secondo Novecento.
La “Ceppaia” del 1957 (Lotto 87, olio su tela cm 73×94, base € 4.500) è la più significativa: datata un anno prima della svolta ermetico-visionaria, anticipa la lunga serie sullo stesso soggetto degli anni Sessanta e rappresenta un documento storico di eccezionale interesse. L’olio su tela del 1961 (Lotto 77, cm 60×80, base € 2.990) — firmato e autenticato — appartiene alla stagione informale e materica in cui Zigaina partecipava alla Biennale veneziana con crescente riconoscimento internazionale. E poi “Mio padre” (Lotto 80, carboncino e pastelli su carta, base € 600): un foglio intimo e straziante degli anni Settanta, in cui il volto emerge dal vuoto attraverso segni rapidi e inquieti — opera che gli studiosi considerano tra le testimonianze più rivelatrici dell’interiorità dell’artista.
- Carlo Ciussi (1930–2012) — Il passaggio cruciale verso la Biennale (Lotti 76, 79, 81, 82, 83)
Cinque opere per uno degli artisti più importanti del Friuli del dopoguerra, e tra esse un pezzo di valore storico-critico eccezionale: “Paese perduto” (Lotto 81, tecnica mista su carta intelata, cm 72×53, base € 1.900), opera già di proprietà dell’artista e ceduta direttamente all’attuale collezionista udinese. Esposta nel 1963 a Udine, alla Galleria Il Camino di Pordenone, alla Galleria Stendhal di Milano nel 1965 e alla IX Quadriennale di Roma, appartiene al ciclo fondamentale nato dalla frequentazione con Giuseppe Santomaso — sodalizio che spinse Ciussi verso l’informale e lo condusse alla Biennale di Venezia del 1964. Le opere del biennio 1962–63 sono quasi introvabili sul mercato.
Altrettanto importante, per qualità e per la fase stilistica che documenta, “Bricco e porri” (Lotto 76, olio su tela cm 70×70, 1961, base € 2.000): la natura morta con cui Ciussi iniziò a scardinare il linguaggio figurativo verso l’astrazione, in una transizione che segnerà definitivamente la sua carriera.
- Luigi Spazzapan (1889–1958) — Tra Biennali e tensione espressionista (Lotto 86)
“Re Sole” (Lotto 86, olio su tavola cm 60×60, base € 2.990) è un’opera che rivela appieno il linguaggio di Spazzapan nel quinquennio tra la XXV e la XXVII Biennale di Venezia. La figura regale accompagnata da un gatto introduce una nota di ambiguità ironica e quasi surreale, pienamente in sintonia con l’inquieta carica espressionista della sua produzione matura, prima della svolta astratto-informale degli ultimi anni. Opera pubblicata nel volume “Giorgio de Chirico, Biennale a fuoco 1950–1954”, Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, Cortina d’Ampezzo.
- Enrico Ursella (1887–1955) — Il pittore della terra friulana (Lotti 51, 52, 53)
Tre olii su tavola per uno degli interpreti più autentici della vita rurale friulana, allievo di Ettore Tito all’Accademia di Venezia. Il paesaggio agricolo con contadini (Lotto 51, cm 30×40, base € 1.300), realizzato intorno al 1930 nel pieno della maturità, e la rarissima scena di piazza con figure (Lotto 52, cm 35×50, base € 1.500) — opera singolare nel catalogo dell’artista per la ricchezza e la varietà della compagine figurativa — rappresentano un’occasione di collezionismo che raramente si presenta con tale continuità.
- Fred Pittino (1906–1991) — Dalla Galleria del Milione di Milano a Venezia (Lotti 30, 54, 55, 60, 66, 67, 69)
Sette opere per il pittore friulano formatosi nell’ambiente milanese della Galleria del Milione negli anni Trenta. Il cuore della proposta è la veduta di Venezia del 1952 (Lotto 54, olio su tela cm 60×80, base € 1.400): la Basilica della Salute si staglia sullo sfondo del Molo in un’atmosfera sospesa, in un’opera descritta come di “immediata effusione lirica” e definita rarissima nel catalogo dell’artista, tradizionalmente orientato ai paesaggi friulani. Entrambe le vedute lagunari provengono da prestigiosa raccolta privata.
Non meno notevole “Il cancello del cortile” del 1934 (Lotto 60, olio su tela cm 80×70, base € 1.500), con certificato di autenticità, e il “Suonatore di trombone” del 1931 (Lotto 30, olio su tela cm 90×75, base € 950), testimonianza del periodo milanese dell’artista.
- Luigi Spacal (1907–2000) — Il paesaggio carsico come geometria dell’anima (Lotti 88, 132, 133)
La grande Tecnica mista su tavola del 1986 (Lotto 88, cm 60×100, base € 2.300), certificata dal nipote Martin Spacal, appartiene alla stagione matura dell’artista e ne incarna gli elementi più emblematici: la geometria essenziale, la sintesi formale e il collage ligneo — tecnica che Spacal adottò come autentico linguaggio plastico — qui risolto in un paesaggio di case carsiche di presenza quasi monumentale.
- Safet Zec (1943) — Un pezzo unico: l’omaggio a Rembrandt (Lotti 38, 104)
“Rielaborazione de Il foglio di cento fiorini (Cristo che guarisce gli ammalati)” (Lotto 38, acquaforte e puntasecca, cm 60×80, base € 1.500) è un’opera eccezionale: prova d’autore unica al mondo, esposta alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia nella mostra “Safet Zec – Grazie Rembrandt” (2006). Con la scritta autografa dell’artista “grazie Van Rijn” e “Hommage à Rembrandt”, firmata due volte e datata “Venezia-Udine dicembre 2007”, la critica l’ha definita il capolavoro di Zec — un pezzo di cui non esiste tiratura, destinato a rimanere unico.
- Antonio Coceani (1894–1983) e la Collezione Cosattini (Lotti 4, 5, 8, 11, 25, 68)
Quattro delle opere di Coceani presenti in asta provengono direttamente dalla Famiglia Cosattini di Udine, una delle più significative famiglie dell’antifascismo italiano. Avvocato Giovanni Cosattini (1878–1954), deputato socialista amico di Giacomo Matteotti, sindaco della Liberazione e poi Senatore della Repubblica, fu proprietario di queste tele, che custodirono tra le mura di casa una storia di coraggio civile documentata nel volume di Sandro Gerbi “I Cosattini – Una Famiglia antifascista di Udine” (Hoepli, 2016). Una provenienza che aggiunge alle opere un valore storico e documentario del tutto inusuale.
Tra i lotti Coceani si segnala la grande natura morta su tavola del 1973 (Lotto 68, cm 70×100, base € 800), opera di particolare impegno compositivo in cui la tradizione veneto-friulana dialoga con le suggestioni cromatiche maturate tra Firenze, Roma e Venezia.
- Severino Galassi (1923–1993) — La scultopittura (Lotto 84)
“Toro rosso” (Lotto 84, olio su tavola cm 70×100, 1969, base € 1.500): opera di straordinaria forza espressiva, emblema della scultopittura — termine coniato dall’artista stesso per la tecnica di sovrapposizione di densi impasti cromatici che trasformano la superficie pittorica in un vero bassorilievo. Il contrasto tra il rosso materico della figura e il nero profondo del fondo genera un impatto visivo di grande intensità. Provenienza diretta dall’artista, acquisita negli anni Settanta dall’attuale proprietario.
- Mirko Basaldella (1910–1969) (Lotti 78, 103)
“Visione” (Lotto 78, tempera su carta cm 35×47,5, 1963, base € 700): opera esposta e pubblicata nel catalogo della mostra “Alternative attuali” al Castello Spagnolo dell’Aquila nel 1965. Provenienza da collezione americana Raphael Zariski, USA. Mirko — fratello dello scultore Afro — si esprime qui con un lessico surrealista e sperimentale che richiama la scomposizione cubista.
- Giorgio Celiberti (1929) — Affresco e bronzo (Lotti 26, 43, 134)
Un Affresco su tela “Fiori” del 1992 (Lotto 26, cm 80×60, base € 900) — da distinguere storicamente dagli affreschi degli anni 2000 — e una Scultura in bronzo (Lotto 43, cm 35×18×10, base € 650) per il maestro udinese di riconoscimento internazionale.
- Titta Gori (1870–1941) e la rarità assoluta (Lotto 65)
Opera rarissima, di provenienza eredi: un Olio su tela (cm 60×94, anni 40/50, base € 1.500) del pittore di Nimis, noto per aver affrescato e dipinto numerose chiese in Friuli tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento. Rarissimo sul mercato.
La 3ª Sessione online: cartografia storica, grafica d’autore e opere su carta
La terza sessione — esclusivamente online, con aggiudicazione automatica al termine della pre-asta — offre una straordinaria sequenza di opere grafiche e su carta, accessibili a basi contenute e ideali per ampliare le collezioni.
Si segnalano in particolare:
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Abraham Ortelius, Fori Iulii accurata descriptio, 1573 (Lotto 89, incisione su carta, base € 250): la storica mappa del Friuli del grande cartografo fiammingo, autore del primo atlante moderno della storia. Edizione Van Den Broecke 119.
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Willem Joan Blaeu, Patria del Friuli, Olim Forum Iulii, 1662–1665 (Lotto 90, incisione su carta, base € 250): la mappa del Friuli del grande editore cartografico olandese, tra i più celebri della storia.
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Giacomo Leonardis, Il trionfo di Flora, 1766 (Lotto 92, acquaforte e bulino, base € 300): incisione tratta da un’opera di Giambattista Tiepolo, già posseduta dal Conte Algarotti a Venezia. Provenienza Famiglia Cosattini.
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Safet Zec, La finestra IV, 1993 (Lotto 104, acquaforte e puntasecca, prova d’autore, base € 300): uno dei simboli più amati del Maestro bosniaco.
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Bruno Da Osimo, La chiesa di San Francesco di Udine, 1936 (Lotto 97, xilografia, base € 200): citata nel volume “Bruno da Osimo, Xilografo” (1989).
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Luigi Spacal, Cimitero partigiano, 1982 (Lotto 133, xilografia es. 95/99, base € 200): catalogata nel volume “Spacal, L’opera grafica 1935–1986” con testo di Vittorio Sgarbi.
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Giuseppe Zigaina, Studio per dormitorio, 1966 (Lotto 98, litografia es. 4/75, base € 200), e Zigaina, Due studi, 1970 (Lotto 135, puntasecca es. 51/70, base € 200), catalogata in “Zigaina, Incisioni 1965–1994” a cura di Marco Goldin, ed. Electa.
Un appuntamento da non perdere
Dalla neve di Pellis alla favolistica di Zuccheri, dall’informale di Zigaina e Ciussi alla cartografia del Cinquecento, dalla scultopittura di Galassi all’unicità assoluta di Safet Zec: la 77ª Asta d’Arte del Friuli Venezia Giulia offre ai collezionisti un’occasione di rara completezza e profondità.
L'aspettiamo con piacere.
Artesegno Casa d’Aste
Seconda sessione sabato 11 luglio 2026 Arte del Friuli Venezia Giulia - ore 16 dal lotto 48 al lotto 88
Terza sessione sabato 11 luglio 2026 Arte del Friuli Venezia Giulia - asta online senza banditore - dal lotto 89 al lotto 135 chiusura ore 19,00
L'ASTA E' ONLINE!
Si avvisa la gentile clientela che ARTESEGNO Galleria e Casa d'Aste in Udine - Via Gervasutta 29 riceve preferibilmente su appuntamento previa telefonata al : 0432.512642 - 346.0369776
Artesegno Casa d'Aste
Palazzo Scaini
Via Gervasutta 29
33100 Udine
tel. 0432.512642
tel. 346.0369776
orari martedì/sabato 10/12,30-15,30/18