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Dettaglio esposizione

NUOVI FIORI NUOVI SANTI
(a cura di Enzo Santese)

Omar Galliani

Moggio Udinese (UD) - Torre Medioevale
5 agosto - 16 settembre 2007

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Comune di
Moggio Udinese


Fondazione CRUP


Provincia di Udine
Assessorato alla Cultura

"Nuovi santi"
carboncino su tavola
cm. 200x123

(cat. 06406)

Omar Galliani - carboncino su tavola - "Nuovi santi" -  -  cm. 200x123
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"Nuovi fiori nuovi santi"
olio su tela
cm. 60x80

(cat. 06407)

Omar Galliani - olio su tela - "Nuovi fiori nuovi santi" -  -  cm. 60x80
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Il portento della visione si attua nei moduli di una pittura che vive su una molteplice tattilità con la superficie, dove epifanie di presenze femminili si precisano dentro una parvenza di materia in movimento metamorfico. Nell¹ispirazione di Omar Galliani le emergenze della cultura costituiscono la nervatura di un pensiero che si prospetta allo sguardo del fruitore in immagini, dove il dato metaforico attinge profondamente alla sostanza del mito che, a sua volta, si flette in una circolarità di senso, affascinante nelle articolazioni significanti dell¹emblema rappresentativo. La superficie, percorsa da una miriade di segni tracciati con gesto variabile, è una sorta di sipario di rivelazione per presenze assolute, paradigmi degli albori, entità originarie, sulla cui pelle si misura l'incandescenza di un contrasto fra concretezza della materia e rarefazione della poesia, tra il "qui e ora" della creazione e "l'ovunque e sempre" dell¹eternità che l'avvolge.

"Nuovi santi"
carboncino su tavola
cm. 150x150

(cat. 06408)

Omar Galliani - carboncino su tavola - "Nuovi santi" -  -  cm. 150x150
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"Nuovi santi"
carboncino su tavola
cm. 150x150

(cat. 06409)

Omar Galliani - carboncino su tavola - "Nuovi santi" -  -  cm. 150x150
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Il volto è paesaggio vero e proprio, scisso dalla fisicità del reale e proiettato in un universo di vibrazioni simboliche; l'espressione estatica rimanda a un'aura che nasce da una sorta di rito, nel quale Galliani va a scavare il senso di una valenza archetipica, consegnata al potere generante della matita oppure del pennello, che fa emergere come da una profondità magmatica parvenze fisionomiche, soprattutto femminili. E anzi il femminile diventa una categoria dello spirito nella quale l¹artista dialoga con il potere generante dell¹arte, in cui la donna, incarnando nelle sue punte di eccellenza l¹idea del bello assoluto, diventa protagonista. Con questa il colloquio si fa denso di silenzi, quasi in un rapimento estatico, in un distacco conclamato dagli accadimenti della realtà fisica, per assaporare a pieno i riflessi di un¹universalità senza tempo e senza luogo. Perché la sua sede è il mito, quell¹ambito così vicino alla dilatazione del cielo dove fluttuano in sovrapposizione sagome floreali e simulacri di cose, disseminate in un vortice leggero di energia misteriosa. Mentre i contorni di realtà figurali, come icone in filigrana, corrispondono a un¹idea di congiunzione simbolica tra il volto e l¹anima, la realtà e i suoi dettagli.

"Nuovi fiori"
olio su tela
cm. 70x70

(cat. 06412)

Omar Galliani - olio su tela - "Nuovi fiori" -  -  cm. 70x70
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"Oltre mare"
pastelli su tavola
cm. 200x120

(cat. 06416)

Omar Galliani - pastelli su tavola - "Oltre mare" -  -  cm. 200x120
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"Voi che salutate l¹alba leggendo il giornale di un giorno qualunque, pensando che questo sia l¹ultimo giorno del mondo, sperando in un nuovo mondo - voi, siete santi - in tutti i giorni del mondo". Così Omar Galliani conclude la sequenza di sfumature concettuali di santità, registrate nella cronaca quotidiana e nella storia dell¹uomo, reso tale dalla varietà delle sue sofferenze.
La potenza e povertà del mezzo convergono verso una sintesi straordinaria che consente l¹immediatezza della trascrizione, in un rapporto tattile di elevata sensualità simbolica: la pelle dell¹artista incontra lo strato epiteliale del foglio o della tavola; qui le fibre della carta o le venature del legno non vengono semplicemente coperte dall¹intervento di Galliani, ma coinvolte nell¹atto creativo, risultando, ad opera finita, complesso di evidenze segniche innestate nel corpo pulsante della pittura. ³Io lavoro sulla pelle, quella dell¹albero, un pioppo gigantesco spolpato della sua corteccia, superficie che io vado a coprire lentamente, processo alchemico, il nero sul bianco. In questo rapporto tra nero e bianco, tra luce e ombra, c¹è qualcosa che riguarda l¹alchimia. Lavoro con due materiali contrapposti; uno, la grafite di piombo geologicamente profonda, è nelle viscere della terra ­ è una stratificazione geologica che precede il diamante -, materia antichissima, compressione della terra, negazione di luce, ma in realtà la sua famiglia è il corpo più trasparente e cristallino della terra, il diamante.² (2)

"Nuovi santi nuove luci"
carboncino su tavola
cm. 130x130

(cat. 06417)

Omar Galliani - carboncino su tavola - "Nuovi santi nuove luci" -  -  cm. 130x130
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"Nuovi fiori nuovi santi"
carboncino e pastelli su tavola
cm. 130x130

(cat. 06418)

Omar Galliani - carboncino e pastelli su tavola - "Nuovi fiori nuovi santi" -  -  cm. 130x130
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La matita (o carboncino o la sanguigna) si muove leggera in un percorso che presuppone momenti di accensione, passaggi forti, imprimiture decise, secondo la necessità di estrarre plasticità dalla logica del chiaroscuro; e il segno si ammatassa in porzioni di fisicità, esibita al fruitore con una composita e variegata tessitura, esposta in maniera decisa a un occhio attento a coglierne l¹essenza in una ricognizione ravvicinata del quadro. In questo caso l¹immagine si rivela, prende corpo proprio sul suo essere l¹affermazione di un ossimoro, la fisicità dello spirito, reso percettibile da una figura, quintessenza della bellezza; essa è capace di sfuggire alle determinazioni del prototipo che diventa modulo standardizzato, per farsi invece sostanza visibile del prodigio, innescato dal cortocircuito tra calore della luce e mistero dell¹ombra.

Nelle "Nuove Anatomie² i volti e i corpi sono pure parvenze che vivono in un vuoto sacrale, estrapolato dalla condizione spazio-temporale; collocate in uno stato di silenzio incantato per alcuni versi, inquietante per altri, mostrano porzioni corporee attraversate da fasci muscolari irrorati dal sangue vivo del pigmento, che stacca e contrasta con le trasparenze dell¹immagine in un¹imperiosa dinamica di fraseggi lineari. Le presenze, umane e oggettuali, che danno vita a questa mostra si ³muovono² invece in un ambiente buio, penetrato dal calore della luce, e tornano ad affermare la sovrapposizione simmetrica fra disegno e pittura, come un¹unica grande via espressiva di sensi e sovrasensi.

"Fiori insetti e santi"
pastelli su tavola
cm. 100x100

(cat. 06423)

Omar Galliani - pastelli su tavola - "Fiori insetti e santi" -  -  cm. 100x100
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"Fiori insetti santi"
Matita su tavola
cm. 50x50

(cat. 06426)

Omar Galliani - Matita su tavola - "Fiori insetti santi" -  -  cm. 50x50
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E così in uno sfarfallio di riflessi, vortice di emanazioni baluginanti, un¹incandescenza sottopelle, la figura (come strappata al mondo fatuo della moda e della pubblicità) viene decontaminata e collocata nel territorio del "qui e ora² perenne, quasi la cadenza del tempo si fosse fermata in uno spazio estraneo ai condizionamenti della gravità. La tessitura compositiva si presta a una duttilità di fondo che ispessisce la maglia di filamenti fino all¹accenno al rilievo, oppure la dirada fino all¹evanescenza. ³Nuovi fiori² e "Nuovi Santi² inalberano allora il vessillo del simbolo, dove nella prima serie gli elementi vegetali rimandano al senso di armonia in natura, dopo il lavorio che accompagna il processo di crescita e, quindi, di trasformazione; mentre, nella seconda serie, i protagonisti della celebrazione del bello incarnano il senso tutto laico di una santità, acquisita con la sofferenza quotidiana. In questi dipinti il dato di una bellezza fisica, intimamente legata alla realtà, si innesta nell¹atmosfera sublime di una sospensione, dove alita il vento sottile di un erotismo che si fa combustibile per un viaggio nelle regioni iperuranie; queste sono pervase dall¹armonia di luci che imperlano i volti, prelevati dai palcoscenici della moda e proiettati nel mondo di galassie, pullulante di richiami alla religiosità del bello.

Enzo Santese

 
 

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