Artisti: Marco Cornini
|
MARCO CORNINI è nato a Milano il 17 maggio 1966. Ha frequentato
il Liceo Artistico e l'Accademia di Belle Arti di Brera conseguendo il
diploma di scultura nel 1988, nello stesso anno tiene la sua prima mostra
personale e da allora espone regolarmente.
Nel 1993 vince, per la scultura, il Premio San Carlo Borromeo - Regione
Lombardia alla Permanente di Milano.
Dal 2001 insegna discipline plastiche al Liceo Artistico Lucio Fontana
di Arese.
Nel 1993, vince per la scultura il Premio San Carlo Borromeo -
Regione Lombardia,
alla Permanente di Milano.
Nel 1995, Vince ex-aequo il Premio Cesare Pavese
IX Edizione dedicata alla scultura,
Chiesa di San Rocco, Carnago.
Vive e lavora a Milano e a Bussero.
|
“Sulla lama del rasoio” di Maurizio Sciaccaluga
Il lavoro di Marco Cornini viaggia sulla lama di un rasoio, sempre
pericolosamente in bilico tra passato e presente, tra la storia della
scultura e le nuove frontiere dell’immagine mediatica. Se dal
punto di vista iconografico è troppo attento alle forme, ai
costumi e ai soggetti del terzo millennio per poter essere considerato
tradizionale, dal punto di vista dell’avanguardia adotta tecniche
e materiali troppo annosi e sedimentati nel tempo per poter essere
letto come prettamente rivoluzionario.
Il più delle volte fonde
un gusto contemporaneo allo stile classico, e così facendo rischia
di sembrare troppo proiettato in avanti o esageratamente rivolto all’indietro,
a seconda che a giudicarlo siano i conservatori o i progressisti dell’arte.
Inevitabilmente e in modo semplicistico, il giovane artista milanese
finisce spesso per essere etichettato come il più innovativo
degli scultori di scuola neonovecentesca o come il meno anticonformista
degli esponenti della nuova figurazione, senza mai riuscire a scrollarsi
di dosso i raffronti incrociati con il mondo secolare della terracotta
e con l’universo attuale del glamour.
Visti come due eserciti
l’uno contro l’altro armati, quasi che fossero inconciliabili.
In realtà, nonostante la scelta della tecnica e del materiale
possa sembrare il tentativo d’approdo in un porto sicuro, protetto
dal rigore e dalla credibilità della tradizione, e nonostante
la passione per l’icona femminile tipo fashion possa apparire
quale l’aggancio forzato e tranquillizzante alla realtà patinata
delle tivù, del giornalismo e della moda tipici dell’attualità,
nel territorio minato della confusione iconografica, dello zapping
artistico e della citazione a trecentosessanta gradi Cornini si trova
benissimo. Si diverte ad attraversare diagonalmente Novecento e terzo
millennio, a mischiare le carte in tavola, a dare indicazioni evidenti
che poi smentisce subito dopo.
Le sue sculture sono frutto di una conoscenza
e di una padronanza assoluta del materiale, la terracotta, ma l’immagine
o il racconto protagonisti dalle opere sono talmente suggestivi ed
elettrizzanti da riuscire a mettere in secondo piano la realizzazione
tecnica. L’abilità manuale è sfruttata all’estremo,
per esempio nella sfida statica dei corpi allungati e verticali, messi
in equilibrio su gambe appena divaricate, ma alla fine resta visibile
solo nelle pieghe del lavoro, adombrata dalla bellezza del soggetto,
dalla sua aggressiva perfezione, dalla sua inquietante e inarrestabile
malinconia.
Parte della ricerca dell’artista poggia su grandi
questioni storiche come la fusione tra forma e materia, la distribuzione
dei pesi, il disegno del corpo e delle membra, ma, appena trovate,
le soluzioni ai grandi dilemmi della plastica finiscono per essere
cancellate dalla violenza del segno, dalla sensualità eccessiva
di quello stile ereditato dall’attualità e dal glamour.
Di contro, appena è riuscito a tradurre in scultura lo spirito
del tempo presente, quella voglia di superficialità e apparenza
che contraddistingue le icone dei media, in particolar modo quelle
femminili, Cornini lo tradisce nel colore e nella sostanza. È vero
che le sue donne sembrano essere le stesse che, perfette e invitanti,
giganteggiano sui cartelloni pubblicitari, imperano nelle pagine delle
riviste e ammaliano con la loro andatura sinuosa dalle passerelle,
ma, in verità, rispetto a queste protagoniste dell’epoca
del fashion hanno ben altro peso.
Hanno alle spalle una materia concreta
ed evidente, invadente, che l’artista non cancella col colore,
che non vuole truccare, che non lavora affinché risulti invisibile.
I soggetti di Cornini hanno lo stesso sembiante delle modelle dei nostri
tempi, ma non ne hanno la leggerezza, l’inconsistenza, la superficialità.
Nel momento stesso in cui chiama a rapporto la moda, con tutte le sue
icone, l’artista la rinnega, non limitando il discorso alla sola
apparenza e trasformando l’assoluta vacuità del segno
glamour in una materia pesante e vigorosa. Rifiuta il colore, se non
quello naturale delle terre e degli ossidi, perché toni e gradazioni
potrebbero coprire la calda consistenza dell’argilla, e alla
fugace apparizione di una donna dea tipica della passerella sostituisce
un corpo vero, presente, problematico e difficile. Il fascino improbabile
della top model, di cui pure ripropone la figura meravigliosa e intoccabile,
come un sogno privo di qualunque problema, è rimpiazzato dalla
bellezza malinconica, lontana e fugace di una donna reale, drammaticamente
strappata all’autocompiacimento dall’incalzare delle situazioni
e delle contingenze.
La sostanza dell’opera (la terracotta) impedisce
che il lavoro sposi in toto lo stile contemporaneo, e per il suo ciclo
di donne-modelle da copertina l’autore chiama a confronto le
protagoniste delle sculture d’altri tempi, di quel Novecento
dove imperavano i Wildt, i Martini e i Messina. A differenza dei maestri
Cornini, sulla scia dell’attuale millennio, pronto a dare una
serie di modelli da seguire come unica strada per migliorare, non spazia
tra decine di soggetti possibili, non ricrea nella propria arte le
innumerevoli varietà del mondo. Nella sua opera, come nelle
icone proposte dalla televisione, proprio come tra i testimonial delle
pubblicità, non esiste il corpo sfatto, non esiste la vecchiaia,
non esiste l’imperfezione. La donna è proiezione di un
desiderio puro, assoluto, che la vede ripetersi sempre identica, come
un’ossessione, sotto trucchi, capelli e vestiti diversi.
Dalla
tradizione però eredita qualcosa che manca del tutto nell’iconografia
glamour di oggi: la capacità di interessarsi degli stati d’animo,
di farne i veri protagonisti del lavoro. Cornini inserisce di forza
in questi corpi perfetti, che pubblicità e sfilate ci hanno
insegnato essere privi di sensazioni e sentimenti, se non standardizzati,
il tarlo della passione, della sofferenza, della malinconia. Prende
sguardi, atteggiamenti e riflessioni dal Novecento, dalle sue contraddizioni,
dai suoi traumi storici e artistici, e li proietta come un’anima
dentro le icone della superficialità contemporanea. Mettere
una passione antica dentro un contenitore moderno è la sua sfida.
Una sfida sottile, tagliente e pericolosa come una lama di rasoio.
Maurizio Sciaccaluga
Principali mostre personali
1988
Galleria Spada Arte (Varese)
1989
Terrazza Cortina (Comune di Cortina d'Ampezzo)
Galleria Ada Zunino (Milano)
Galleria San Francesco (Forlì)
1990
Sale Espositive Comunali (Comune di Venezia-Mestre)
1992
Galleria Il Triangolo (Cremona)
Libreria Il Tarlo (Cremona) (disegni)
1993
Galleria Ada Zunino (Milano)
1995
Spazio Ergy (Milano)
1997
Chiostro Minore del Complesso Monumentale San Domenico,
Museo della Carta e della Filigrana ( Comune di Fabriano)
Serrone di Villa Reale Musei Civici (Comune di
Monza)
1998
Galleria Marieschi (Monza)
2002
Della Pina Arte Contemporanea (Massa)
2003
Nuova Artesegno (Udine)
Principali mostre collettive
1986
“XI Premio arti plastiche e figurative”
Villa Reale
(Monza)
1988
“Premio internazionale giovani scultori”
Palazzo Venezia
(Roma)
“Proposta giovani artisti”
Villa Camilla (Olgiate Comasco
- Como)
1989
“Nove scultori nuove sculture”
Galleria Ada Zunino (Milano)
“Antologia italiana”
Studio F.22 (Palazzolo sull'Oglio
- Brescia)
“Gioco delle Arti”
Palazzo della Triennale (Milano)
1991
“Arte Giovane in Lombardia, ricerca e presenze nell'arte”
Santa
Maria della Pietà (Cremona)
1992
“Scultura Contemporanea Lombarda”
Palazzo Municipale
(Ospitaletto - Brescia)
1993
“XX Premio Sulmona”
Palazzo dell'Annunziata (Sulmona
- L'Aquila)
“Premio San Carlo Borromeo” - vincitore del premio per
la scultura
Regione Lombardia, Palazzo
della Permanente (Milano)
1994
“Reale e immaginario, convergenze e fratture nell'attuale
arte lombarda”
Santa Maria della Pietà (Cremona)
“Venature”
Museo dell'Alto Mantovano (Gazoldo degli
Ippoliti - Mantova)
“Linee della ricerca plastica nella ceramica contemporanea”
Fortezza
del Priàmar (Savona )
1995
“Venature”
Villa del Castello Visconteo (Trezzo sull’Adda
- Milano)
“Premio Cesare Pavese, IX edizione dedicata alla scultura” - vincitore del premio acquisto
Ex
Chiesa di San Rocco Carnago (Varese)
“Venature”
Meus Kunst Quartier - Berlin Ehemalingen AEG
Gelahde (Berlino - Germania)
“Difesa dell’Immagine”
Museo delle Arti (Castello di Nocciano
- Pescara)
1996
“Arona ‘96 Concorso di Scultura”
Ente Fiera del
Lago Maggiore (Arona - Novara)
“Metropoli, Quaranta artisti delle aree metropolitane
di Milano e Berlino”
varie sedi della provincia di Milano
“Segni - Sogni”
Villa del Castello Visconteo (Trezzo
sull’Adda
- Milano)
1997
“Piccola Scultura a Milano”
Spazio Hajech (Milano)
“XXXVII Premio Suzzara”
Suzzara (Mantova)
“Lo sguardo poetico”
Università di Trento
1998
“Cornini - Velasco”, Arte Fiera 1998
Bologna (Galleria
Marieschi)
“Venature 10”
La Posteria (Milano)
“Il nuovo ritratto in Italia”
Spazio Consolo (Milano)
1999
“Cornini - Gilardi - Munòz Vera”
Arte Fiera 1999,
Bologna (Galleria Marieschi)
“II Premio Casoli”
Serra San Quirico (Ancona)
2000
“Omaggio alla natura morta” - Arte Fiera 2000
Bologna
(Galleria Marieschi)
“Corpo libero”
Antico Palazzo della Pretura (Castell’Arquato
- Piacenza)
“Figurazione a Milano”
La Posteria (Milano)
“Sui generis”
Padiglione d’Arte Contemporanea
(Milano)
2001
“La linea dolce della nuova figurazione”
Galleria Annovi
(Sassuolo - Modena)
“Premio Cairo Comunication 2001- La giovane figurazione
in italia”
La Posteria (Milano)
“Young Art, Finarte Casa d’Aste”
Cartiere Vannucci
(Milano)
“(Ultra)Corpi”
ex Chiesa di Sant’Agostino (Pietrasanta
- Lucca)
2002
“MI-ART”
Fiera di Milano (Della Pina Arte Contemporanea)
“Nuova Scultura Italiana”
Galleria Il Polittico (Roma)
“Sculturama”
Galleria Annovi (Sassuolo - Modena)
“Nature Morte”
Galleria del Tasso (Bergamo)
“Europe art languages”
Villach (Austria)
“Cornini Giovagnoli Lombardo Vescovi Zampetti”
Dellapina
Arte Contemporanea (Pietrasanta - Lucca)
2003
“Arte Fiera 2003”
Bologna (Galleria Marieschi)
“Arte Fiera 2003”
Bologna (Il politico)
“Tetralogia della natura: acqua”
Galleria Marieschi
(Milano)
“Mito contemporaneo”
Basilica Palladiana (Vicenza)
|