Artisti: Claudio Feruglio
L'artista esprime la sua fede in un mondo migliore andando a reperire
la luce del vero nelle pieghe di una figurazione sospesa tra una polarità apparentemente
riconoscibile e il dato fantastico, che proietta l'opera in dimensioni
atemporali, dove lo spazio è scandito da eventi apparentemente
simili alla realtà eruttiva vulcanica e alle regioni aeree percorse
dalle turbolenze nell'atmosfera. La forza prorompente di correnti in
quota e chiarori sciabolati all'improvviso portano ad accadimenti di
luce che coinvolgono masse cromatiche in movimento, dentro una dinamica
che si genera da un espandersi deflagrante della luminosità. Gialli,
rossi e bianchi e blu esaltano però la lontananza di questa pittura
da situazioni naturalistiche e le avvicinano invece ai "precordi",
alle zone più interne dell'emozionalità dell'artista, che
impegna tutto se stesso nello scandaglio della realtà interiore,
alla ricerca dell'essenza delle cose.
E nel baluginare dei cieli, contenuti da un orizzonte che molte volte è il
discrimine di una condizione speculare tra la zona inferiore e l'altra
del quadro, si afferma la trama della pittura fatta di tante emissioni
incandescenti, nelle quali pare di leggere un profilo fisico, subito
smentito nel suo svolgersi: è un gioco dialettica tra l'attesa
di un accadimento imprevisto e l'evaporare della scena nelle trasparenze
di combinazioni cromatiche che disvelano uno stato d'animo, anche questo
in bilico tra l'entusiastico abbraccio all'esistente e la turbata riluttanza
ad accogliere tutto ciò che sta per accadere. C'è nella
pittura di Feruglio la disponibilità ad assumere il senso di una
vita modellata sui ritmi della ragione e del cuore, come testimonia l'opera
che è densa di aperture verso un infinito da conquistare, ma anche
intrisa di umori strappati al respiro più preoccupato per le sorti
del mondo. Ma la luce, che è motore primario di ogni avventura
compositiva, dà all'artista la forza per aderire a pieno alla
convinzione di "innamorarsi ogni giorno della vita", come recita
il titolo di un suo quadro emblematico. Quella medesima vita scorre in
tracce che assumono andamenti sinuosi, compenetrandosi in un gioco di
mutua modulazione plastica; qui le forme e le allusioni formali risultano
autentiche epifanie di colore, in un'immagine spinta alla sintesi estrema
che favorisce la percezione del mistero dell'orizzonte, dello sfondo,
del cielo e dei suoi umori.
Principali esposizioni
1981
"Scomposizioni di figure in movimento"
Galleria San Fedele - Milano
1983
"Dialoghi di primavera"
Galleria Il Mercante - Milano
1984
"Dialoghi di primavera"
Galleria Il Punto - Firenze
1985
"Senza rumore"
Galleria Cortina - Milano
1987
"Antologica"
Chiesa di s. Maria di Corte - Cividale del F. (Ud)
1988
"Per una poetica del silenzio"
Galleria del Vicolo Quartirolo - Bologna
"Incontro con la natura"
Galleria il Ventaglio - Udine
"Incontro con la natura"
Bi-D'art 1a Biennale Nazionale - Bergamo
1992
"I Paesaggi dell'anima"
Galleria San Fedele - Milano
"I Paesaggi dell'anima"
Museo alternativo R. Brindisi - Lido di Spina (Fe)
1994
"I Paesaggi dell'anima"
Dongione di Porta Udine - Palmanova (Ud)
1995
"I Paesaggi dell'anima"
Galleria Vincent - Kastav (Hr)
"I paesaggi dell'anima"
Museo Villa Merchel - Esslingen (D)
1996
"I Paesaggi dell'anima"
Galleria Prisma - Verona
"Silenzi"
Casa dei Carraresi - Treviso
"Silenzi"
Galleria Art Space - Milano
"Opere scelte"
Torre Medievale - Moggio Udinese (Ud)
1997
"La voce del silenzio"
Ateliergalerie Nonntal - Salisburgo
1998
"Opere degli ultimi anni"
Casa della Confraternita del Castello - Udine
2000
"La voce del silenzio"
Galleria il Gabbiano - Chiavari (Ge)
"Sotto il segno della luce"
Palazzo Banca Anton Veneta - Codroipo (Ud)
2001
"Gli occhi del cielo"
Studio Alberghina - Torino
"Gli occhi del cielo"
Galleria Nuova Artesegno - Udine
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